Io amo Murakami e lui ama Berlino

*Premetto che questo è un post pieno di gioia ed entusiasmo.*

Io ho un amore incondizionato per Takashi Murakami, geniale artista giapponese che ha creato un’industria d’arte in Asia e negli Stati Uniti. Lui è, infatti, il fondatore di Kaikai Kiki, conseguenza dell’Hiperon Factory, laboratorio d’arte, di idee e fabbrica di opere d’arte sue e di giovani artisti emergenti giapponesi. In Italia potete trovare alcune sue opere a Venezia, grazie al contributo della collezione di Pinault a Punta della Dogana.

Mi sono innamorata subito di questo artista strepitoso, da molti criticato perché ha creato un’industria dell’arte al pari di Damien Hirst - ci siamo dimenticati forse del padre della Pop Art?!?-.

Ho comprato il catalogo pubblicato da Rizzoli International - Murakami - che raccoglie la produzione fino a qualche anno fa, ma che è in assoluto uno dei migliori contributi all’artista.

La notizia delle notizie è che a breve ci sarà una location europea come galleria d’arte del progetto Kaikai Kiki: l’ Hidari Zingaro Gallery aprirà infatti i battenti a Berlino con una mostra a Giugno. La prossima mossa è quindi acquistare il biglietto per una delle città più belle del nostro continente e rendere omaggio a Murakami e agli straordinari artisti che collaborano con lui.

Una persona a cui sono affezionata, anche se vedo e sento pochissimo, mi ha regalato qualche anno fa anche il calendario da muro Kaikai Kiki: coservo gelosamente ogni singola piccola opera stampata su quel calendario. Il Giappone è un paese strepitoso, e loro sono degli artisti eccezionali.



Yoox: pessimo servizio clienti

Sono cliente yoox da anni ormai, da quando il sito faceva ciò per cui era nato: un outlet online (con solo la collezione dell’anno precedente) delle principali, e non, marche -  e consegnava con UPS in 48 ore in tutta Italia.

Nel frattempo il sito è diventato più furbetto, ha messo in vendita capi di abbigliamento del 1994 proponendoli come novità, con prezzi in aumento che sfiorano picchi vicini, e a volte superano, le collezioni in corso in negozio. Per questo motivo ho ridotto i miei acquisti, aspettando saldi o promozioni per non farmi fregare soldi.

Il servizio di spedizione per l’Italia, da un anno circa, è passato a Bartolini e la consegna arriva di solito dopo 1 settimana circa dall’ordine (per yoox pagamento all’acquisto, soldi già incassati).

Come molte persone che lavorano e non sono a casa ad aspettare il corriere, indico sempre CONSEGNA 9-12, quando so che di certo c’è nel condominio la portineria aperta che si presta al ritiro.

Puntualmente bartolini arriva dopo.

Esempio ultimo ordine del 27 aprile:

consegnato al corriere il 30 aprile, primo tentativo di consegna il 02 maggio alle 14.20, secondo tentativo il 03 maggio alle 13.20 - pausa lunga per il weekend - terzo tentativo 07 maggio alle 15. Sono recidivi e non leggono le indicazioni, penso.

Allora contatto yoox direttamente facendo presente che al momento dell’acquisto, quasi 2 settimane fa, avevo indicato la consegna tassativa ore 9-12. Loro come risposta mi dicono che dal momento che il corriere ha preso in carico la consegna non possono fare nulla, quindi, gentili (?) mi danno il numero di telefono del corriere per mettermi d’accordo direttamente (per una consegna al bar in pausa pranzo? cosa c’è da mettersi d’accordo, su 9-12?). Insisto, dicendo che essendo loro servizio clienti mi aspetterei più collaborazione e che così disincentivano i miei prossimi acquisti: mi arriva una mail da un altro operatore che mi ripete parola per parola, virgola dopo virgola le stesse testuali parole dell’operatore precedente. Ok hanno delle risposte impostate, ma potrebbero almeno leggere il contenuto della mia richiesta.

Chiamo Bartolini, stamattina, e gli do il numero di spedizione, che ovviamente aveva anche yoox, gli indico l’orario di consegna indicato il 27 aprile, che ovviamente aveva anche yoox, e loro mi dicono: ok nessun problema, yoox non ci aveva indicato nulla.

Questa stessa telefonata potevano farla anche loro, forse a quest’ora avevano ancora una cliente.

Volare compensando le emissioni

In principio c’era l’Easy Jet che ad ogni acquisto ti proponeva di comprare i tuoi crediti di CO2 per compensare le emissioni del volo che stavi acquistando. Adesso Easy Jet si propone, con il programma easyjet-ecojet, di arrivare nel 2050 a -50% di CO2 e -75% di ossidi si azoto, tramite l’utilizzo di aerei di ultima generazione. Interessante il loro confronto sulle emissioni: un aereo, oggi, genera 97.5 gr di CO2 per passeggero/km, una Toyota Prius 104 gr per km, e l’industria automobilistica europea si è data come target 130 gr per km. Direi che abbiamo ancora parecchia strada da fare.

La Klm, compagnia di bandiera olandese, ha sul sito una sezione sul viaggio sostenibile. “I viaggi aerei creano benessere e lavoro in tutto il mondo. Sfortunatamente, tutto ciò causa emissioni di CO2. Ecco perché lavoriamo attivamente per ridurre, controllare e compensare le emissioni di CO2.”La compagnia utilizza da anni aeromobili in grado di ridurre le proprie emissioni, e dalla scorsa estate, su 200 voli Amsterdam-Parigi, ultizza, biocherosene derivato da olio di frittura, con le stesse specifiche tecniche del cherosene.

Spostandoci dall’altra parte del mondo, la United, colosso dei cieli statunitense che dal 2010 ha incorporato anche la Continental, al termine della prenotazione ti da l’opportunità di andare sulla pagina Eco-Skies dove è possibile calcolare la propria impronta di carbonio, inserendo alcuni dati (n. di passeggeri, mese del viaggio, tipo di viaggio, da - a). In partnership con l’organizzazione non-profit Sustainable Travel International (STI), il sito propone 3 alternative di “compensazione” al viaggiatore, tutte e tre come donazione in favore di STI, per la conservazione delle foreste in California, per lo sviluppo di energia rinnovabile con un progetto in Texas e ultimo ma non meno importante per la conservazione delle foreste e della biodiversità in Belize.


Fa’ la cosa giusta: il futuro è di chi lo fa’

30 Marzo - 1 Aprile non prendete impegni per quel weekend!

A Milano - Fiera MilanoCity -  torna Fa’ la cosa giusta, fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili. 

Qui trovate il programma culturale, con un click aggiungete gli eventi che vi interessano al calendario gmail, per non dover poi dire “volevo andare ma l’ho dimenticato”. Purtroppo molti sono gli eventi interessanti. Io ne ho segnati un bel po’ in calendario e tenterò l’ubiquità!

Guardare cosa succedere e come si possono migliorare le proprie abitudini è un primo passo per essere più responsabili.

WWF, carbon footprint e water footprint

Ieri pomeriggio sono andata a sbirciare il sito del WWF: sapevo che avevano certificato la water footprint di Mutti, e volevo sapere i criteri che avevano utilizzato per farlo.

Naviga naviga sono arrivata su Impronta WWF dove tramite un minitest puoi calcolare per sommi capi la tua impronta di carbonio, per migliorare i tuoi stili di vita in un ottica più sostenibile.

Il mio risultato non è stato confortante, lo ammetto, ma a mia difesa bisogna aggiungere che ho fatto dei calcoli generici e sempre in eccesso, mai in difetto.

Alla fine il test mi ha sgridata e mettendo nero su bianco che se tutti gli italiani consumassero come me avremmo bisogno di quasi 23 italie per assorbire le emissioni.

Il test, secondo me, non è omnicomprensivo, trascura alcuni dettagli fondamentali dei nostri stili di vita quotidiani, ma serve per dare un idea di dove e come possiamo migliorare i nostri comportamenti, per la salvaguardia e il bene del nostro pianeta e delle generazioni future.

A fianco c’è il secondo test, il Carrello della Spesa Virtuale, dove si può simulare una spesa settimanale. In base a prodotti e imballaggi degli stessi, viene calcolata la water footprint e la carbon footprint. Interessante vedere come della mia carbon footprint di spesa settimanale il 12% era solo di imballaggio.

Sono dei test interessanti e ci si mette davvero poco a farli. Provate!

Ps Sembrerebbe che Mutti abbia calcolato la propria Water Footprint prendendo in considerazione solo il ciclo di produzione del prodotto, non considerando quindi il ciclo from farm to fork. 


Italia Beer Festival 2012

Se il prossimo fine settimana non sapete cosa fare e non avete organizzato gite fuori porta, beh non fatelo. Milano ospiterà infatti la settima edizione dell’Italia Beer Festival, e per chi come me è un’amante della Birra è un evento da non perdere. Sul sito info su orari, workshops, e su come raggiungere in modo sostenibile gli East End Studios. For beer lovers only.

Posted 3 months ago

Coccinella (Taken with instagram)

Coccinella (Taken with instagram)

Posted 4 months ago with 4 notes #food #wine #milan #dailybreakfast
Milano Food&Wine Festival - programma cooking area

Biglietti da 30,00 euro per degustazione vini + 10,00 euro per piatto chef

***

Programma Cooking Area 

Sabato 4 febbraio 

Ore 12.00 – 14.00
Postazione 1
Alice Delcourt – L’Erba Brusca, Milano
Sgombro affumicato su un cous cous di frutta ed erbe, affumicato con foglie di tè nero
Postazione 2
Cesare Battisti – Ratanà, Milano
Riso, latte di capra, Grana Padano, vaniglia, pepe nero e carciofi croccanti 

Ore 18.00 – 20.00 
Postazione 1
Claudio Sadler – Sadler, Milano
Crema bruciata di baccalà mantecato e spuma di patate alla birra Doppio malto
Postazione 2
Davide Oldani – D’O, Cornaredo – Milano
Riso alla carbonara 

Ore 20.30 – 22.30 
Postazione 1
Pietro Zito – Antichi Sapori, Montegrosso d’Andria con Antonio Di Nunno – Locanda di Nunno - Canosa di Puglia – Barletta-Andria-Trani
Passata di carciofi freschi con crostone di focaccia di grano arso e ricotta ovina acida
Postazione 2
Rodrigo Oliveira – Mocotò, San Paolo (Brasile) 
Stufato di fave, verdure e costine di maiale - Fava beans stew, vegetables and stuffed pork ribs 

Domenica 5 febbraio 

Ore 12.00 – 14.00 Postazione 1 Massimo Bottura – Osteria Francescana, Modena 
Pasta e fagioli con croste di Grana Padano e l’osso del Prosciutto di Parma
Postazione 2
Simone Padoan – I Tigli, San Bonifacio – Verona
L’orto d’inverno, pizza dedicata alla pausa pranzo
Beniamino Bilali – Berberè Light Pizza&Food, Castel Maggiore - Bologna
Pizza con-fusione, con fagioli, pancetta di Mora e neve di rosmarino 

Ore 18.00 – 20.00 
Postazione 1
Ugo Alciati – Guido, Bra – Cuneo
Stracotto de La Granda al cucchiaio su passato di patate di montagna
Postazione 2
Andrea Aprea – Vun, del Park Hyatt, Milano 

Ore 20.30 – 22.30 
Postazione 1
Moreno Cedroni – La Madonnina del Pescatore, Senigallia – Ancona
Baccalà bianco in oliocottura con finocchio, cocco e daikon
Postazione 2
Missy Robbins – A Voce Madison, New York
Agnolotti con castagne, fegatini di pollo e rosmarino 

Lunedì 6 febbraio 

Ore 12.00 – 14.00
Postazione 1
Enrico e Roberto Cerea – Da Vittorio, Brusaporto – Bergamo 
Postazione 2
Emanuele Scarello – Agli Amici, Udine
Zuppa di Picolit, gnocchi di Godia e Foie Gras d’oca

Ore 18.00 – 20.00 
Postazione 1
Gian Pietro e Giorgio Damini – Damini macelleria & affini, Arzignano - Vicenza
Battuta di Limousine Damini al coltello e i Damburger, l’hamburger secondo il Damini-pensiero
Postazione 2
Cristina Bowerman, Glass Hostaria, Roma
Tagliatelle di seppie al contrario con ricci di mare 

Decresciamo, Venezia 2012

No, decrescita non è un sinonimo di recessione, anzi se impariamo a decrescere possiamo salvarci e salvare questo bellissimo Pianeta.

A tal proposito vi segnalo Venezia 2012 Conferenza internazionale su decrescita sostenibilità ecologia ed equità sociale, dal 19 al 23 settembre: avete tutto il tempo per organizzarvi, trovare un volo low-cost o un treno in offerta, un b&b cheap and chic in laguna e ripassare l’inglese. Le conferenze saranno infatti, e per fortuna, principalmente in inglese (per alcune sessioni è prevista la traduzione simultanea).

Wake up: dobbiamo decrescere :-)

The story of stuff

Avevo già postato su #dailybreakfast il video “The story of bottled water” e adesso vi suggerisco anche The story of cosmetics della serie di The Story of Stuff . Sono dei video semplici e ben fatti che aiutano a capire come nella vita di tutti i giorni le nostre azioni possano essere dannose per il Pianeta in cui viviamo.

Tra i link della pagina italiana del video su youtube ho trovato questo che vi segnalo http://ecolista.wordpress.com/ e sembra interessante! Spesso sugli “eco” blog si postano articoli su articoli solo per riempire le pagine e creare flusso di visite, e si perde molto il contenuto e le banalità popolano le pagine. Questo mi è sembrato reale (parla di cose che capiamo/facciamo tutti) e concreto.

#veritàdaticinese (Taken with Instagram at Tram Stop Ticinese Colonne Di San Lorenzo)

#veritàdaticinese (Taken with Instagram at Tram Stop Ticinese Colonne Di San Lorenzo)

Un Libro a Milano

Da domani fino a domenica, al Superstudio Più in Via Tortona, parte la terza edizione de “Un libro a Milano”, per le piccole e medie case editrici. Se non sapevate cosa fare nel weekend…adesso lo sapete! 

Il tacchino più grande al mondo

Ricordo che ero ancora alle Medie, loro abitavano nell’appartamento sopra quello dei miei nonni, inviati dell’esercito americano in una delle tante basi militari in giro per il mondo. Lui ginecologo e lei mamma di due bimbi. Il giorno del Ringraziamento l’abbiamo passato insieme. Io esco da scuola, mio papà mi prende e andiamo diretti al pranzo più enormemente buono, più enormemente grande, più enormemente americano che possa esistere. I tacchini che vediamo nei nostri mercati non sono grandi neanche una zampa di quella cosa enorme con un termometro infilato nel posteriore che ho visto (e mangiato) quel giorno. Lo rividi, il tacchino, qualche anno fa in un supermercato americano. I dubbi su cosa gli diano da mangiare restano, come resta un bel ricordo di quel pranzo, così americano!

Posted 7 months ago

Knocking (Taken with instagram)

Knocking (Taken with instagram)

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